Nick Banana, Nicolò Zuliani

Intervista al veneziano Nicolò Zuliani, autore del fumetto satirico “Nick Banana: gli anni segreti”


Nicolò Zuliani è un blogger veneziano, autore di un fenomeno satirico nato sul web che oggi diventa una graphic novel, “Nick Banana: gli anni segreti”, edita da Star Comics. Il volume di prossima pubblicazione, disegnato da Daniele Di Nicuolo, con copertina di Lorenzo “LRNZ” Ceccotti, sarà presentato al Napoli Comicon e ripercorre la storia dell’uomo “che ha portato al successo il premier e il M5S”.

Dopo il successo dei racconti pubblicati sul tuo blog, ora Nick Banana diventa un fumetto, anzi, una graphic novel. Come è avvenuto questo salto?

È un po’ complesso. Alcuni anni fa scrivevo in un forum intitolato “Manicomio”, dove ho conosciuto degli amici che mi hanno convinto ad aprire un blog. Il forum era frequentato da parecchia gente, tra i quali Roberto Recchioni, con cui sono rimasto in amicizia. Lui ha continuato a leggermi e a linkare il blog, che così ha iniziato ad avere successo. Poi diciamo che le cose sono fuggite di mano, fino a quando sono arrivati quelli di Star Comics a propormi di farci un fumetto. Ho chiesto a Roberto di darmi una mano, poi ho sentito Alessandro Ferrari della Disney e anche lui mi ha aiutato. Insomma, è un esperimento che nasce dalle mie frequentazioni.

Nick Banana è uno dei “guru” della Casaleggio Associati che, dopo il successo elettorale, realizza di aver contribuito a creare un mostro e, mosso da una crisi di coscienza, tenta di salvare il Paese sabotando il “Movimento 5 Stalle” dall’interno e in seguito addestrando il “venditore di pentole fiorentino” Benzi a diventare premier. Come è nata l’idea di questo personaggio?

Tutto è partito da un post che avevo scritto per coglionare il successo che avevano avuto i cinque stelle alle elezioni politiche. Posso dire di essere stato uno dei primi a parodiarli e la cosa non è piaciuta per niente. Io però sono dell’idea che se fai incazzare la gente hai scritto bene un pezzo. E se da una parte loro si sono incazzati come delle faine, dall’altra c’era gente che diceva “guarda che è forte, fa veramente ridere, facci un seguito”. Io l’ho fatto ed è diventata una saga. L’idea del personaggio è venuta spontaneamente. Oggi tutti i politici hanno degli addetti alla comunicazione. Il burattino e il burattinaio: uno deve metterci la faccia, l’altro deve saper parlare alla gente. Oggi non cerchiamo più il politico capace. L’importante è che ci piaccia, che sia simpatico. Così ho pensato: cosa succede se il capo della comunicazione a un certo punto si accorge che sta facendo qualcosa di sbagliato?

Qualche anticipazione sulle nuove avventure di “Nick Banana: gli anni segreti”?

La storia del fumetto parte subito dopo la fine della saga. Nick è riuscito a distruggere il M5S ed è a casa disoccupato, quando bussano alla sua porta gli Snorky, chiedendo il suo aiuto. Gli Snorky sono un cartone animato degli anni ’80, che nella mia immaginazione sono lo staff di comunicazione del PD – che nel fumetto è il PC, “Partito Confuso”. Nick all’inizio non ne vuole sapere. Scappa dalla sede del PD ed entra in un bar per chiamare la figlia, ma sentendo parlare due elettori del M5S, il fastidio è tale che rientra nella sede dalla porta principale e dice “fatemi vedere cosa abbiamo e mettiamoci al lavoro”.

Come ti è venuto il nome “Nick Banana”?

Nick suonava molto da protagonista di un racconto anni ’80 – oggi si chiamano tutti Jack -, mentre Banana perché…chi è che ha un cognome così? Ho provato ad associare un nome figo a un cognome ridicolo.

Quanto di Nicolò c’è in Nick?

Credo molto poco, in realtà. Nick è un titano, un uomo tutto d’un pezzo. È un padre di famiglia, è intransigente… Io sono un diplomato con un blog. Ti giro la domanda: quanto c’è di Agatha Christie in tutti gli assassini che ha creato?

La tua satira dissacrante avrà certamente fatto infuriare molti. Qualche reazione emblematica?

Ricordo il commento di un tizio che mi scrisse “eh, ma tu non prendi in giro il PD o il PDL, quindi non fai satira”. È stato molto indicativo e mi ha davvero colpito, perché dimostra che oggi giorno non esiste una satira libera, ma solo “l’equo canone”. Cioè, tu non puoi ridere di qualcosa senza prima fare premesse e contro-premesse. La nostra libertà di espressione è diventata schiava del politicamente corretto. E quando devi dare un colpo un cerchio e uno alla botte è molto più difficile dare fastidio. Perché non è vero che la satira deve far ridere. Deve dare fastidio.

Nel tuo racconto, Nick realizza di aver sottovalutato il potere della stupidità umana. È questo il peccato originale del movimento di Grillo?

Io credo che molte persone abbiano scelto il M5S e abbiano creduto a quello che prometteva, ognuna per motivi diversi e personali. Non dico che sono tutti dei coglioni. Io non conosco gli elettori. Posso prenderli in giro, ma non è che gli elettori del PD o di Salvini siano diversi. Siamo tutti italiani e abbiamo tutti il peccato originale, anche io. Invece, ho un idea molto forte di Grillo, di Casaleggio e di tutta la gente che lavora per loro. Io credo che Grillo sia una persona estremamente in cattiva fede e che lo sia sempre stato. È una mia opinione. Non ho stima di lui come persona, come non ce l’ho di tanti altri politici che hanno fatto male al mio Paese.

Come giudichi oggi l’operato del M5S e come pensi andrà alle prossime elezioni regionali in Veneto?

Io racconto storie prendendo spunto dalla realtà, a volte la modificano, a volte la inventano. Non penso di avere le competenze per fare analisi o previsioni politiche. Sono un narratore, non un analista. Posso augurargli di non superare la soglia di maggioranza, quello sì.

Secondo te, la parabola del M5S si avvia verso la fine, oppure la web-democracy di Casaleggio è destinata a durare?

Dipende da alcuni fattori. Soprattutto dall’approccio rispetto alla politica che avrà il nostro popolo nei prossimi anni. La politica da tangentopoli in poi è cambiata. Una volta era considerata una cosa alta, mentre dopo è diventata una cosa che poteva fare chiunque. E questo è populismo. Come sarà il futuro dipende se abbiamo imparato o meno che non tutti possono fare politica, ma solo persone preparate e capaci, che sono meno dell’1% della popolazione. I nostri politici non devono rappresentarci, devono essere migliori di noi. Se avremo questa consapevolezza, allora Grillo sparirà e la nuova classe politica sarà migliore.

Per chiudere, una battuta su Renzi. Cosa ne pensi e come lo vedi nel prossimo futuro?

Renzi secondo me è davvero il perfetto venditore di pentole. Lo vedi: tweet, iphone, tutto giovane, moderno, dinamico, iper-figo… La domanda è: lo seguirei in guerra? No. Non avrei la minima fiducia. Non che il panorama politico offra di meglio. Però ecco, se trovandomelo davanti alla porta lo lasciassi entrare in casa mia, sono sicuro che mi ritroverei con un set di pentole nuovo.

(originariamente pubblicato su Vvox)

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